L’abolizione del contante? Un’aberrazione per il controllo sociale. L’evasione fiscale è solo una scusa

di , pubblicato il 04 gennaio 2013, alle ore 11:53

Banche-Governo-PopoloQualcuno ha detto che il contante è il principale strumento attraverso il quale gli evasori fiscali e i furbetti si sottraggono al dovere costituzionale di partecipare, con le proprie sostanze, alla crescita economica e sociale di una determinata collettività. La mitologia insegna che il contante è nemico del dovere di pagare le tasse, perché è sfuggente ai poteri statali di controllo e coercizione. Da qui, l’idea che eliminando il contante, l’evasione venga azzerata.

La verità non è così coerente e limpida. L’evasione fiscale è un fenomeno capace di metamorfosi straordinarie. Il furbo, il ladro, l’evasore fiscale trovano sempre il modo, le modalità e le occasioni di non pagare o pagare meno, con o senza il contante. Perché il problema non è trovare misure adatte a combattere l’evasione, ma è la mentalità a essere sbagliata: l’evasore ritiene che quanto da lui è guadagnato non debba essere condiviso con nessuno, non debba essere versato in parte e progressivamente per fini di solidarietà sociale.

Chiaramente questa è una mentalità deprecabile e da condannare assolutamente. In Italia però l’idea di evasione ha assunto, soprattutto negli ultimi anni, un connotato quasi unico e originale. L’evasione non è solo del furbastro che vuole godersi i propri guadagni in modo egoistico, ma è anche dell’onesto cittadino, vessato da uno Stato esigente e sprecone, che fa della politica fiscale uno strumento di taglieggiamento dell’economia produttiva, tramite una pressione tributaria che soffoca e uccide anche il contribuente  ben disposto nei confronti del dovere costituzionale di pagare le imposte, a fronte (troppo spesso) di servizi pubblici scandenti e inefficienti. Di conseguenza, l’evasione diventa uno strumento di liberazione, un varco disperato per sfuggire all’esattore implacabile e inumano. Diventa uno strumento di legittima difesa e sopravvivenza: o lo Stato o me; o il denaro per lo Stato o il denaro per comprare il pane per me e la mia famiglia.

L’eliminazione del contante non può avere alcuna finalità di lotta all’evasione e men che meno di lotta contro questo tipo di evasione. Il modo più efficace e sicuro per diminuire l’evasione fiscale è rendere il Fisco user friendly. È alleggerirlo ed è costruire un sistema il più trasparente, equo ed efficiente possibile, tramite pure l’erogazione di servizi pubblici per i quali il cittadino è disposto a pagare volentieri e volontariamente. Solo così l’evasione potrà avere fine, ovvero solo così potrà essere marginalizzata ai casi limiti: vere e proprie forme delinquenziali di evasione (endemiche) che non possono in alcun modo essere giustificate.

Al che si può affermare con una ragionevole certezza che l’eliminazione totale del contante ha un’altra e più subdola finalità: controllare la vita delle persone, monitorare i loro gusti e i loro consumi, valutare e soppesare la loro capacità di consumo, tramite strumenti di tracciatura indelebili. Del resto, in un mondo sempre più integrato, globalizzato e telematizzato, l’eliminazione del contante è l’altra faccia della medaglia del controllo sociale. Tramite i sistemi informatici e tramite le piattaforme di condivisione, i gusti delle persone, le loro tendenze, i loro orientamenti e la loro vita privata sono diventati un libro aperto per banche, società di marketing, società web di ricerca e poteri vari, al servizio delle élite. L’eliminazione del contante è la quadratura del cerchio: la virtualizzazione della moneta, costituisce di fatto, la chiave di volta per creare un sistema di full control il cui obiettivo è il governo oligarchico ed elitario delle masse, non più costituite da cittadini ma da consumatori e creatori di ricchezza reale.

Sembra roba da fantascienza, ma non lo è. O almeno lo è o lo può sembrare nel breve periodo. Quando nel mio blog ho presentato Contantelibero ho affermato chiaramente questo:

Dobbiamo impedire l’eliminazione del contante. Per questo è necessario far sentire il nostro grido di disapprovazione e disgusto per un sistema che sempre più diventa un Grande Fratello finanziario, dove la virtualizzazione della moneta recide definitivamente il collegamento tra l’economia reale e l’economia virtuale. Un’operazione che permette alla speculazione bancaria e finanziaria di appropriarsi della ricchezza reale, usando la propria ricchezza virtuale.

Consumo e speculazione non sono due cose distinte, ma unite indissolubilmente. Il consumo crea ricchezza reale, di cui si appropriano i costruttori della ricchezza virtuale tramite la speculazione. La globalizzazione rende l’economia del consumo sostenibile e le élite comandano e si arricchiscono in beni reali e potere. È sufficiente analizzare con occhio critico gli ultimi quattro anni, la crisi economica e finanziaria, la speculazione, la crisi dell’euro, lo spread, unitamente alle politiche del Governo Monti, che ha imposto – tra le altre cose – l’obbligo di avere un conto corrente, la riduzione della soglia di uso del contante a 1000 euro, l’obbligo per i commercianti di accettare carte di credito anche per il pagamento di importo inferiori ai 50,00 euro, per intuire che siamo sull’orlo di un cambiamento epocale.

Badate, non è banale e facile “complottismo”. Non posso dire che ci sarà una dittatura plutomassonica o un Nuovo Ordine Mondiale. Sarebbe poco serio e forse neanche tanto realistico. Semplicemente voglio dire che il mondo sta intraprendendo una strada già tracciata da decenni (e che le ultime tecnologie favoriscono), un modello economico e sociale in cui esistono due dimensioni umane: le masse di consumatori e le élite. Le prime deputate a creare ricchezza reale tramite consumo, lavoro e produzione (magari sottopagata e sottotutelata), le seconde – tramite la totale virtualizzazione della moneta – capaci di appropriarsi e controllare i consumatori, questa ricchezza e le risorse necessarie a crearla. Insomma, un mondo perfettamente integrato e connesso, nel quale della democrazia sopravvivono solo le liturgie esteriori.

 

Il BLOG di Contante Libero è uno spazio "aperto" in cui tutti i blog che aderiscono all'iniziativa CONTANTE LIBERO possono esprimere liberamente la propria "peculiare" visione sul tema. CONTANTE LIBERO non è un monolito, bensì tante realtà diverse che hanno deciso di unirsi per affrontare una specifica battaglia in comune.
  • MyName

    “[…] l’evasore ritiene che quanto da lui è guadagnato non debba essere condiviso con nessuno, non debba essere versato in parte e progressivamente per fini di solidarietà sociale.

    Chiaramente questa è una mentalità deprecabile e da condannare assolutamente.”

    Ah sì??? E perché mai??? Sei tu “deprecabile e da condannare assolutamente”!!!!!!!!!!
    CHI SEI *TU* PER STABILIRE COSA DEVO FARE ***IO*** CON I _MIEI_ SOLDI???!!!
    FRUTTO DEL ***MIO*** LAVORO!!!!!!!!!! MA COME DIAVOLO TI PERMETTI?!
    IO CONDIVIDO I MIEI SOLDI ***SE*** VOGLIO IO E _CON CHI_ VOGLIO IO.
    LA SOLIDARIETà è UN ATTO VOLONTARIO, ALTRIMENTI SI CHIAMA FURTO/ESTORSIONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    VERGOGNATI.
    SEI SOLO UN IMPOSTORE PARASSITA CHE SI SPACCIA PER LIBERTARIO!!!!!!!!!!

    • Axel

      Guarda che quella frase è riferita a chi evade per egoismo e non per sopravvivenza , se poi vuoi le strade e i marciapiedi puliti senza pagare la cosa diventa un po’ complessa oppure chi pulisce le strade lo deve fare gratis ? Vuoi il privato ovunque ? bene eliminiamo le tasse del tutto ma se l’azienda X poi paga i suoi dipendenti un inezia e questi scioperano ti troverai senza servizi se poi vieti gli scioperi allora vuoi una dittatura vuoi lo schiavismo e non sei libertario nemmeno tu.

  • Giovanni

    Premettendo che non sono d’accordo sull’idea su cui si fonda l’articolo, e tutto il blog, cioè il contante libero, mi permetto di esporre le mie opinioni.

    -E’ vero che qualora venisse abolito l’uso del contante gli evasori troverebbero comunque dei sotterfugi per poter operare, anche se teoricamente controllati, i propri malaffari, ma è anche vero che il 90% dell’evasione nel nostro paese è di piccola entità (negozianti, professionisti, piccole imprese ecc) e che questi sicuramente si ritroverebbero a non poter far altro che dichiarare il vero circa i propri redditi.

    -Il discorso sull’evasione esula dall’argomento principale per il semplice motivo che la soluzione non esiste. O meglio, esisterebbe se gli italiani decidessero di cambiare testa. Basti fare riferimento al commento qui di MyName, delirante poiché scaturente dalla sua ignoranza, e maleducazione aggiungerei. Tant’è.

    -Il tema del Grande Fratello, a parer mio, mi sembra un po’ complottista. Non dico non accadrà o non sia possibile. Certo bisognerebbe sperare le banche o gli organi di controllo delle transazioni finanziarie quotidiane dei cittadini non vendano le nostre informazioni a società di marketing o simili. E con una sana e onesta vigilanza governativa o comunitaria che sia dubito possa accadere. In cosa consterebbe poi il governo e controllo delle masse? Nelle analisi delle nostre abitudini alimentari o ludiche? Credo piuttosto che chi non abbia nulla da nascondere non dovrebbe temere nulla di tutto ciò – negli altri paesi del mondo si paga una birra con la carta di credito e non mi sembra i governi tengano in mano le vite dei propri cittadini; io per esempio utilizzo quasi esclusivamente moneta bancaria e dato che non ho nulla da nascondere vivo sereno. Odio anzi fermamente monetine e banconote, essere schiavo del prelievo bancomat e sempre attento a possibili furti…

    La soluzione sarebbe diminuire drasticamente l’uso del contante in modo da rendere tutto più semplice, immediato e controllabile. Magari mantenendo le banconote fino a 5€ e le monete dai 5 cent ai 2€.

    saluti

  • clintock

    Credo che pensare di vietare il contante per legge, invece di incentivare le alternative, sia un brutto segnale. Comunque, io fino ad un’anno fa usavo dove potevo le carte di credito e bancomat, non solo, evitavo i posti dove non davano la possibilità di pagare con questi mezzi, mentre adesso, il bancomat lo uso SOLO per prelevare e pago solo in contanti (beh, non su internet).

    • Giovanni

      se posso chiedere, come mai?

      • clintock

        Come mai credo che pensare di vietare il contante per legge, invece di incentivare le alternative, sia un brutto segnale ?
        La risposta può venire da diversi punti di vista: generale o contestualmente alla realtà italiana.

        Da un punto di vista generale il metodo è poco democratico, non c’è stato un dibattito.

        Da un punto di vista contestuale italiano, beh, da dove comincio?

        1)Metodo poco democratico (la ragione principe del punto di vista generale comunque rimane)

        2)La motivazione dell’evasione è un paravento
        Evasione fiscale in cifre:
        a) L’economia criminale (mafia e malavita): 78,2 miliardi di euro l’anno.
        b) Big company (le grandi aziende): 38 miliardi di euro l’anno.
        c) L’economia sommersa (extracomunitari e doppio lavoro): 34,3 miliardi di euro l’anno.
        d) Le società di capitali (spa e srl): 22,4 miliardi di euro l’anno.
        e) Autonomi e piccole imprese (idraulico e parrucchiera): 8,2 miliardi di euro l’anno.

        Gli unici a “rimetterci” sarebbero i parrucchieri e idraulici.
        Ora, senza considerare in che situazione si trovano i piccoli imprenditori, artigiani e mondo delle partite IVA in generale, non credo che tutto questo verrebbe fatto per recuperare il 5% dell’evasione totale

        3)Ci guadagnano le banche (POS, percentuali sulle transazioni)
        considerando una commissione media del 3%, quante transazioni occorrono per far passare 100 Euro dal mondo reale, produttivo, alle casse delle banche ?

        Qualora abolissero i costi relativi a tali transazioni, rivedrei il mio punto di vista, la mia tesi non reggerebbe, ma fino ad allora, tutti gli indizi portano a far pensare che tale provvedimento sia studiato per fare un favore alle banche, a spese dei cittadini, e non come mezzo di lotta all’evasione.

        Ho risposto ?

        • Giovanni

          Pensavo la sua fosse una decisione dettata dalla necessità o da altri motivi contingenti – invece, da quanto capisco, solo da un atto di protesta. Giusto?

          Circa la sua analisi sui soggetti dell’evasione, prendendo i dati per veri, non concordo. Mi permetto di sottolineare come da un’ipotetica abolizione, o riduzione, del contante (tra l’altro mai paventata, finora) non ne beneficierà soltanto la lotta all’evasione contro gli autonomi, ma anche sicuramente contro la criminalità bassa, gran parte dell’economia sommersa e della fetta più piccola delle società di capitali. A conti fatti una quantità non irrilevante.

          Certo sarebbe fruttifero altresì istituire pene più severe e deterrenti ad hoc qualora si voglia combattere al meglio tale piaga, assieme alla leva del contante.

          Poi sarebbe assolutamente indispensabile che in un’ipotetica gestione di tutte le transazioni finanziarie ora prerogativa dell’uso del contante, il governo o l’organo di controllo preposto si riservi l’onere di controllare che le banche non se ne avvantaggino sotto forma di commissioni, anzi, in contropartita del deflusso quasi totalitario delle transazioni quotidiane italiane/mondiali abbattano quasi del tutto i costi legati alle spese di gestione della moneta bancaria.

          • clintock

            Puntualizzazione: la riduzione dell’uso del contante è vero, non è mai stato paventato, è solo stato introdotto, senza un minimo di dibattito (limite transazioni con contante ai 1000 Euro)

            Qualunque discorso se avulso dalla realtà lascia il tempo che trova, ci ritroveremmo a parlare del sesso degli angeli.

            Il contesto in cui ci troviamo, senza considerare il discorso del signoraggio bancario, è che tale eliminazione del contante, non ha come scopo la lotta all’evasione, quello è solo lo specchietto per le allodole, ma ad arricchire le banche. Ripeto, qualora queste transizioni fossero gratuite (così come i costi di un conto corrente) allora rivedrei la mia posizione.

            Per quanto riguarda l’economia criminale, ammesso che tale provvedimento possa avere qualche effetto su di essa, solo passerebbe di mano ma per un cittadino comune, che il crimine (sostanziale, non formale) venga commesso da Totò Rina (personaggio mafioso, formalmente illegale) o dalla EU (entità se non mafiosa comunque poco democratica e pochissimo trasparente ma formalmente legale), beh, cambia poco.

            Il sommerso, per molti economisti del passato e del presente era ed è il salvagente dell’Italia, perché sottrae risorse ad uno stato sprecone (e io aggiungo ladro), quindi magari per ora (in questo contesto) sarebbe bene lasciarlo dove è.

            Ci sono poi altri fattori, per me di rilevanza minore, ma che per altri magari sono importanti: La privacy;
            La gente nasconde cose personali per i più disparati motivi, non necessariamente per nascondere attività illegali.

            Potrei condividere parte dei tuoi discorsi qualora il contesto fosse differente ma in questo contesto, non concordo con nessuna delle tue argomentazioni

          • Giovanni

            Puntualizzo. Con riduzioni del contante intendevo drastiche, assimilate all’eliminazione. Tutti, o quasi, i partiti contengono nel loro programma un appunto circa questo tema, quale potrebbe essere il dibattito? Riduzioni del contante in Italia, ultimi anni.

            Fino al 29 aprile 2008 12.500
            Dal 30 aprile 2008 al 24 giugno 2008 5.000
            Dal 25 giugno 2008 al 30 maggio 2010 12.500
            Dal 31 maggio 2010 al 12 agosto 2011 5.000
            Dal 13 agosto 2011 al 5 dicembre 2011 2.500
            Dal 6 dicembre 2011 1.000

            Il contesto non è felice, glielo concedo, però da qui ad abbracciare la tesi complottista sull’avvantaggiamento delle banche a discapito della seria lotta all’evasione ce ne passa. Per questo sarei disposto, anche io come lei, a confermare la mia posizione solo qualora le commissioni bancarie fossero ridotte a quasi zero.

            Non ho poi capito il discorso della UE semi mafiosa, ma penso sia uno strascico della teoria complottista prima esposta.

          • clintock

            Non abbraccio nessuna teoria complottista, prendo semplicemente atto di alcuni dati di fatto, ai quali aggiungo che dal 2008 ad oggi (la prima riduzione all’uso del contante), evasione fiscale, criminalità organizzata ed affini siano diminuiti, non vedo perchè dovrebbero ridursi con questo provvedimento.
            E ripeto: le banche sicuramente ci guadagnano e non mi risulta, che ci guadagnino anche altri soggetti

            Passiamo all’EU, bisogna informarsi un po’ ma ecco alcuni spunti:
            1)Chi è Barroso e come è stato votato?
            2)Come vengono eletti i commissari della EU ?
            3)Chi ha ricevuto una denuncia per crimini contro l’umanità?
            4)Chi ha stilato il MES ?
            5)Che fine hanno fatto i referendum che dicevano “NO” ai vari trattati europei?
            6)Quale tribunale ha occultato il dati sul debito pubblico della Grecia?
            7)Come vengono trattati gli oppositori del “European method” nel parlamento Europeo?

            Quello che per qualcuno è teoria complottista, per altri è semplice informazione.

  • Morpheus

    Premetto che quello che sto per scrivere è solo una mia opinione personale, leggendo questo forum non ho potuto non partecipare al dibattito che ritengo molto interessante.
    Secondo me i cittadini italiani non vogliono la lotta all’evasione più di quanto non vogliano evadere. Uno stato che si riduce come in questi anni a mettere in piedi meccanismi di inquisizione da “caccia alle streghe” per recuperare una fantomatica evasione fiscale, molto spesso presuntiva, è uno stato che sta perdendo la sua civiltà.
    A mio avviso la vera lotta all’evasione si spende su due fronti: da un lato la necessità di escogitare meccanismi solidi e inespugnabili perché evadere non si possa proprio, neanche volendo.
    Dall’altro lato la necessità di semplificare di brutto il sistema di tassazione italiano. Semplificarlo talmente tanto che il cittadino, secondo me, non dovrebbe neanche occuparsi più di far calcolare al proprio commercialista l’ammontare delle tasse.
    Adesso vi spiego quali potrebbero essere i punti su cui lavorare:

    1) abolizione della moneta

    2) introduzione come unico sistema di pagamento le transazioni virtuali con carta di credito, bancomat o bonifico ciascuno con causale codificata. A quel punto difficilmente si potrà pagare una valigetta piena di eroina alla criminialità organizzata. La nuova lotta all’evasione diventerà lotta contro il baratto.

    3) introdurre un’unica tassa a livello nazionale da applicare su tutte le transazioni finanziarie e di acquisto beni e servizi. L’imposta viene addebitata in automatico per metà a chi compra e per l’altra metà a chi vende (dico metà per semplificare poi la % andrà ragionata meglio).

    4) Abolizione di IVA, IRPEF, INAIL, INPS, IRAP ecc, con utilizzo dell’unica imposta di cui sopra come unico gettito fiscale nazionale. Tanto se si fermano gli acquisti uno stato muore comunque perché muore la sua economia.

    5) introduzione di una banca dati contabile centrale unica che calcola le restanti informazioni contabili, detrazioni fiscali ecc. automaticamente recuperate attraverso sistemi informatici. Per esempio se vado in farmacia e acquisto un farmaco per cui ho diritto ad esenzione perché mai devo ricordarmi ogni volta di farci la fotocopia e portarlo in sede di dichiarazione? Un sistema informatico centralizzato permetterebbe di effettuare questo calcolo in tempo reale, contestualmente all’acquisto.

    6) Abolizione di Agenzia Entrate e Equitalia. Basta caccia alle streghe.

    7) Chiusura dell’ordine dei commercialisti e spostamento delle consulenze eventuali sull’unico ente centrale di contabilità nazionale. Spiegatemi a che servono i commercialisti se poi quando ti fanno sbagliare un f24 non ne rispondono neanche in prima persona. Per non aver niente da eccepire in nessun modo lo stato stesso dovrebbe calcolare quello che intende chiederti di tasse. Altrimenti con le leggi complicate che ci sono adesso, lo “sbaglio” che ti attribuiscono diventa il pretesto per estorcerti denaro.

    8) Introduzione di dazi in % sulle contrattazioni internazionali che non aderiscono al progetto di abolizione della moneta.

    A quel punto, rispondendo agli pseudocomplottisti, se qualcuno oggi giorno, ha ancora paura del “Grande fratello” gli posso rispondere: “hai sbagliato epoca, siamo già tutti sotto l’occhio del grande fratello”.