I 3 Sceriffi di Befera all’Attacco, Armati dei tuoi dati bancari

di , pubblicato il 11 gennaio 2013, alle ore 17:09

Da Rischio Calcolato un post dello scorso 4 gennaio…

 

I 3 Sceriffi di Befera all’Attacco, Armati dei tuoi dati bancari

 

 

Scerif I 3 Sceriffi di Befera all’Attacco, Armati dei tuoi dati bancari

 

Il Messaggero di ieri propone sul web una notizia per essersi messo in contatto con l’amministratore delegato di “Sogei S.p.A.” Tiziano Cannarsa, la società di informatica che gestisce il sistema di canalizzazione ed utilizzazione dei dati finanziari degli italiani.

 

Il Messaggero di ieri propone sul web una notizia per essersi messo in contatto con l’amministratore delegato di “Sogei S.p.A.” Tiziano Cannarsa, la società di informatica che gestisce il sistema di canalizzazione ed utilizzazione dei dati finanziari degli italiani.

 

msgr logo I 3 Sceriffi di Befera all’Attacco, Armati dei tuoi dati bancari, 3/1/2013

Lotta all’evasione, solo tre super sceriffi alla guida di Serpico

di Umberto Mancini

 

ROMA – Chiamateli i magnifici tre o gli sceriffi di Serpico. Saranno loro, funzionari di alto profilo del Fisco, ad avere in mano l’arma letale contro gli evasori, la chiave per scrutare nei conti correnti degli italiani, incrociando i dati provenienti dalle banche con tutti gli altri già a disposizione dell’Agenzia delle Entrate. Spetterà a loro e solo a loro dare la spallata finale, almeno nelle intenzioni del governo, ai furbi. Top secret ovviamente i nomi. Si sa solo che sono vecchi del mestiere (fanno parte della direzione centrale accertamento) e che avranno una struttura ad hoc, una cabina di regia dalla quale potranno interrogare ed estrarre dal super cervellone la lista nera di chi le tasse non le paga.

Con un margine di errore praticamente nullo. Serpico, opportunamente indirizzato, processerà milioni di informazioni, selezionando quei conti correnti, anzi più esattamente i saldi dei movimenti bancari, che considera fuori linea. Le incongruenze tra reddito dichiarato e spese effettuate, tra entrate e uscite, tra tenore di vita e imposte pagate. Lo farà in pochi istanti, macinando byte 24 ore su 24 senza sosta.

OLTRE 900 BANCHE ON LINE
Serpico ha già cominciato ad immagazzinare dati nei mesi passati ed in queste ore può già stilare (in base all’articolo 11, comma 4 del decreto Salva Italia) «specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione». Come noto l’ok dal Garante della privacy è già arrivato, mentre le banche che stanno fornendo quanto richiesto sono ormai più di 900. «Il canale è aperto -dice al Messaggero Cristiano Cannarsa, ad di Sogei, la società di software che ha sviluppato Serpico per l’Agenzia delle Entrate- ed entro pochi mesi, ad aprile, saranno disponibili tutti i saldi e i flussi del 2012 dei conti correnti dei contribuenti italiani».

Un quadro completo insomma, visto che alcuni frammenti del puzzle sono già a disposizione, ma solo su richiesta dall’autorità giudiziaria o della Guardia di finanza. A leggere i dati, quelli delle categorie considerate a rischio e per le quali è scattato l’allarme rosso di Serpico, ci sarà il pool di sceriffi che, dopo una analisi più umana e tenendo conto di un certo margine di scostamento, decideranno se e quando far partire la caccia. Inviando, in caso di dubbi, la black list agli uffici sul territorio per approfondimenti. E, visto le informazioni raccolte, l’inevitabile sanzione.

TRACCIABILITÀ TOTALE
Ogni incursione nella privacy dei contribuenti sarà ovviamente tracciata, con un meccanismo di controlli e autorizzazioni blindato e allo stesso tempo trasparente. Stesse garanzie e tutele per i saldi e i flussi finanziari che gli intermediari invieranno, utilizzando il canale dedicato Entratel dell’Agenzia delle Entrate.

«Serpico -spiega Cannarsa- si sta evolvendo nel tempo e con le nuove tecnologie. Ora è davvero all’avanguardia in Europa grazie alla guida dell’Agenzia delle Entrate e a software sempre più sofisticati».

In pochi lo sanno, ma sono circa 300 le banche dati collegate on line: utenze, proprietà immobiliari (catasto), mutui (atti del registro), spese per le assicurazioni, l’istruzione, i viaggi, la palestra, l’acquisto dell’auto. Che tracciano la fotografia di come si spende, della storia fiscale d’ognuno di noi. Una sorta di grande fratello, molto invasivo, che già nei prossimi mesi, forte della decisiva finestra aperta sugli addebiti e gli accrediti bancari non avrà di fatto più limiti.

Un primato, come quello del record della pressione fiscale, tutto italiano. «Siamo all’avanguardia in Europa sul fronte delle informazioni disponibili -conclude Cannarsa- con una capacità d’incrociare i dati e d’indagine molto profonda». Lo strumento è insomma tra i più potenti sotto il profilo della tecnologia. E forse permetterà di ridurre quell’ampia area di elusione ed evasione che vale 120-150 miliardi l’anno. Sempre che insieme ai controlli aumenti anche il senso civico.

Giovedì 03 Gennaio 2013 – 10:31
Ultimo aggiornamento: 22:54

 

La potenza nulla senza controllo I 3 Sceriffi di Befera all’Attacco, Armati dei tuoi dati bancari

 

Le banche dati

Quindi, sembrerebbe che la banca dati fiscale partorita dalla Manovra Salva Italia stia confluendo nel sistema «Ser.p.i.co.», acronimo di Servizi per i contribuenti), ovvero una delle estremamente potenti[1] banche dati a disposizione dell’apparato fiscale italiano.

http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2013/01/Serpico-schermata1.jpg

(la schermata principale di “Serpico”, la banca dati messa a punto dalla Agenzia delle entrate – Clicca sull’immagine per ingrandire)

 

Un altro, a disposizione della Guardia di finanza, in aggiunta allo “schedario” ed ai collegamenti con le altre banche dati, è stato denominato “Perseo”.

Perseo trova l evasore con 3 click Il Sole 24 Ore 1 11 2010 I 3 Sceriffi di Befera all’Attacco, Armati dei tuoi dati bancari

(clicca sull’immagine per leggere l’articolo)

Ma comunque, sappiano i lettori, che i nessi (fiscali) non sono affatto semplici sia per gli sceriffi che per altri.

La banca dati bancari potrà al momento evidenziare grandi incongruenze nei volumi e di singole e grosse operazioni ma difficilmente riuscirà ad esaminare le singole e modeste spese dei contribuenti.

I problemi di privacy denunciati in questo post, sono, successivamente al decaduto Pizzetti, stati “superati”.

“Destro-Sinistro” al Governo Monti

boxe “Destro – Sinistro” al Governo Monti

 

I commenti dei lettori

Interessante, altresì, leggere i commenti dei lettori de Il Messaggero: da chi ricorda di aver ricevuto diverse cartelle esattoriali sbagliate, a chi invece si chiede quanto costa questo marchingegno, da chi ricorda che la vera evasione non è tanto del contadino che vende le patate a nero” ma quella delle grandi cifre (Passera di Banca Intesa ci sei?), da chi lamenta la violazione dei diritti della privacy a chi evidenzia gli effetti sui (minori) consumi per questa fobia di essere censiti, monitorati, perseguitati, da chi lamenta che i tecnici incaricano dei direttori che conferiscono stelle a sceriffi a chi si chiede se questi vertici non abbiamo mai fatto “un bel viaggetto all’estero?” per conoscere come stanno le cose, da chi evidenzia che “il problema non è quello di dare più soldi allo stato bensì quello di dargliene sempre meno in modo che sia costretto a ridurre a ridurre la spesa pubblica” a chi teme che pur annunciato come un “supercervellone infallibile” rischi come al solito di combinare una “montagna di guai” ai contribuenti.

 

Qualche considerazione

Ha lasciato stupito il provvedimento, l’ultima manovra denominata “Legge di Stabilità 2013”, proposto dal Governo tecnico e votato dal Governo a seguito della 52° fiducia, relativo alle cartelle pazze.

Come si è avuto modo di segnalare nel post “Legge di Stabilità 2013”: la fine di un anno vissuto pericolosamente”, la legge specificamente prevede (ne ammette -quasi così facendo ne giustifica- la possibilità, l’ordinarietà) la procedura (sulle spalle del contribuente, che deve provare che la cartella è “pazza”) per lo sgravio:

“…. Viene stabilito che il contribuente potrà, entro 90 giorni dalla notifica, chiedere la sospensione delle azioni esecutive (pignoramento, ad esempio) o cautelare (ipoteca o “ganasce fiscali”, ad esempio) all’agente della riscossione, che è tenuto ad adeguarsi. Successivamente, sempre il contribuente, dovrà provare l’illegittimità delle cartelle esattoriali emesse a suo carico e se il fisco non formalmente disporrà l’annullamento, a tale risultato comunque si perverrà dopo 220 giorni.

Pur volendo considerare l’operato del Governo essere spinto con una intenzione positiva, trattasi di un evidente spostamento sul cittadino di oneri che spetterebbero all’amministrazione fiscale, e ciò anche in barba ai giganteschi mezzi (giuridici, tecnologici e di personale) che la stessa ha a sua disposizione.

In realtà questi Tecnici al Governo hanno reato un ulteriore mostro giuridico: il provvedimento, analiticamente considerato, contiene disposizioni che non potranno che creare confusione in quanto si sovrappongo a rimedi già esistenti nell’ordinamento (Equitalia, con la direttiva 10/2010 aveva già approvato un suo modello di dichiarazione, e lo stesso Legislatore, modificando l’Art. 49 del D.P.R. 602/73 con il D.L. 40/2010, aveva previsto una cosa simile, peraltro mai attuata dal Governo e ciònonostante la legge glielo imponesse).

L’elemento di potestà giuridica compiuta che lascia quantomeno perplessi, soprattutto perchè esercitata da dei “tecnici”, è il presupposto di una regolamentazione specifica (tecnicamente ridondante rispetto alle norme già in essere) per i casi di cartelle pazze: come se, stante la ricorrenza da almeno 12 anni, il fenomeno possa addirittura essere aprioristicamente prevedibile ed accettabile, quindi degno di una normativa di tutela per il cittadino, anche se tutta a carico amministrativo e probatorio a carico di quest’ultimo (quasi fosse “legittimo” / “inevitabile” che l’amministrazione fiscale possa creare un problema al cittadino e questo debba attivamente “risolverglielo per risolverselo”!).

Infine, quello che non torna, dalle parole dell’autore, è l’aspettativa della riduzione dell’elusione ed evasione[2] come risultato di questa mannaia fiscale messa in relazione col “senso civico”, il quale certamente non si innesta con prescrizioni ma con l’esempio. Quell’esempio che, Serpico, che hanno voluto come testimonial, ha saputo offrire alla collettività.

http://www.rischiocalcolato.it/wp-content/uploads/2013/01/Serpico-Eroe-incorruttibile-icona-dell-Amministrazione-Sole-12-10-2010.jpg

(clicca sull’immagine per ingrandire l’articolo de “Il Sole 24 Ore”)

 

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“Il “117″ della Guardia di finanza: Segnali di (dubbia) civiltà (o di fanatismo fiscale?)”

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Dott. Gabriele Righetti

email: grighetti@righettiassociati.it

 

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[1] porta alla mente uno spot della Pirelli creata dall’agenzia Young & Rubicam di Londra, che per pubblicizzare il suo prodotto metteva in guardia sui pericoli di disporre di mezzi potenti.

[2] che sono tra loro due concetti tecnicamente diversissimi e da trattare diversamente: da sottoporre ad attente valutazioni temporali e sistematiche, anche di contesto internazionale, al secondo da abiurare.

 

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  • non e’ giusto bisogna chiedere risarcimento danni x violazione della privacy

  • Marco Tardelli

    AHAHAHAHAHAH legge che non serve praticamente a nulla, anzi chi evade sarà molto più attento e evaderà di più, gestendo conti e aziende allestero, almeno più dissoccupati e meno moneta circolante con ovvie diminuzioni di entrate da parte dello stato…. coglioni…